Incontro # i miei occhi #

I miei occhi sono stati i primi ad incontrati

Erano li che vagavano tra la gente, spenti, inanimati – in attesa di quella strana idea che tra le anime avrei dovuto incontrare te, proprio te. Si dice che l’anima degli amanti vaghi ricercando la sua appartenenza.

Hanno posato su di te, la direzione della mia attenzione, puntandoti come un’ape attacca la sua paura.

I miei occhi – proprio quelli che oggi spesso osservi e il più delle volte non hai bisogno di chiedere, perché gli stessi dicono di me, più di quanto io sia capace di dire a me stesso, ma solo tu li sai leggere – comprendendo in uno sguardo cos’ho dentro il cuore.

Non ho avuto nessun momento di amnesia, era chiaro ciò che pensavo di te, sin dal primo giorno. Sono stati gli anni successivi, semmai, molto più complessi – Solo tempo dopo, ho compreso che l’amore ( quello vero ) non ha confini, non lo sapevo – come non conoscevo la sensazione dell’ adattarti all’ importanza di un’altra persona nelle tue giornate per sempre e tutto ciò che ne compete – questo tetris , le sue rivoluzioni dentro di te.

Eppure, sempre i miei occhi – ti inseguono ancora, come se gli stessi fossero autonomi indipendenti da me, come se non facessero parte della mia statura,ma di te; significa che avevano ragione di essere stati i primi ad amarti. Li ho puntanti sui contorni interminabili del tuo essere, e girovagando il tuo esistere – stacanovisti mai domi, mai sazi, mai stanchi della loro origine – vagano te vivendoti.

L’origine del mio amore – porta alle radici del loro sguardo – a cui serrati, hanno adattato fisionomie, inquadrature e tonalità eterne che riportano a te.

Mi capita di vederti anche se non ci sei – sono sincero il più delle volte ti vedo soprattutto quando non sono con te, credo sia questo il senso della coppia esistere in ogni luogo che ti circonda. Ti sei rubata i miei occhi, o i miei occhi ti hanno rapita ed intrappolata a me.

Tu sei stata il segno evidente che qualcosa si muoveva – che non era tutto fermo.

L’immobilismo, pensavo. L’immobilismo è la peggiore delle sensazioni che un essere umano può provare. Stare fermi mentre tutto si muove, equivale a smettere di provare- non essere in grado di avanzare nello spazio . Quando i miei occhi si sono impossessati di te, il mondo era immobile, come i miei sentimenti che bloccati non scaldavano, mentre in quel fermo tutto svaniva snaturato – svuotato di ogni possibile scenario . Credevo mi fossi paralizzato, in una strada senza fine – perché una strada la trovi sempre nella vita se punti un cammino. Credevo che l’amore non esistesse, che si trattasse di un’illusione, di chi deve sperare vagando alla ricerca della sua anima. Poi sei arrivata tu, nel giorno più insolito dei tempi- in un giorno come altri ma che ti cambiava l’esistenza e dunque non poteva non essere speciale. Il senso della vita in un giorno come gli altri – questo lo ha reso insolito.

Si accese il mio cuore

La vidi nella distanza tra la gente

Capii che li sarebbe sorta la mia casa.