Parli quando non ci sei

Parlavi nello spazio dei miei silenzi

Quella mia voglia di non dire

Adoro scrivere/non parlare

Eppure – parli quando non ci sei

Le tue restano dentro

Come l’acqua stagna nelle pozzanghere dopo la pioggia

e il sole si specchia dentro di loro in un riflesso che osservero’

Ogni tuo dire racchiuso nei limiti del mondo

Come se l’ampiezza del tuo essere fosse

La grandezza del cosmo

Scriverò di noi, stasera

Adoro pensare che ogni silenzio

Diventerà una poesia.

Madre

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Ogni sospiro,

ogni istante che frana nelle rievocazioni, è madre.

Ogni tua parola nutre, madre.

Ogni sillaba che fiato, è madre.

Ogni errore che m’addobba, è madre.

Ogni cosa che dico, che mi hai insegnato  è madre.

Ogni istante che sbriciolandosi ha perduto consistenza – scorrendo inesorabile al suo termine, nei cammini infiniti dell’età che avanza , anche quello è madre.

Valicando osteggi che ho dovuto schivare e

continuo , come tutto  – questo è madre.

Vivo madre!

Illudendomi che esiste ancora la tua foto impolverata nei ricordi ,

nella dimora in cui situo ogni strazio.

Questo è “Madre”

double meaning

Amo

Perdutamente amo

Come se fosse l’unica cosa che posso fare

Non smetto mai

E mentre tu lo definisci semplicemente amore

Io lo considero vita

Tenera è la notte

Tenera è la notte

Travestita, silenziosa come me

Avvolgente – in distese oscure

Come braccia salde che m’inchiodano all’ incoscienza

Tenera è la notte

Io l’adoro, vicendola incurante di ciò che sarà

Si regge sul nulla della sua essenza

Sostenendo il peso dei miei anni

Dei miei sogni

Di tutte quelle che chiamo perplessità

Temendole come paure

Dribblandole come pensieri

Subendole come dolori

Vivendole con il sorriso