Perifericamente

Sono all’ estremità

Di ogni circostanza – sempre –

Amo le periferie

L’idea di aver percorso tutto e arrivare in fondo

Perifericamente adattato perché

Adoro le visioni complete

I libri che non hanno un’esplicito finale

Amo i bordi delle pizze

Adoro le montagne che sono all’ estremità di tanti punti di vista

Il mare che se lo navighi…non ha riferimenti solo mare…periferico

Il sole…più periferico del sole

Le gallerie perché sono un passaggio verso un’altra sponda

Le foreste fitte – possono essere infinite

Amo tutto ciò che non è contenuto che non chiaramente delimitato

Sarà che la mia mente vuole vagare…sarà che le esplorazioni sono come vagabondare e non volersi fermare.

Adoro se esco andare il più lontano possibile le vicinanze non mi donano sensazione di allontanamento .

La spiaggia di notte..oscura…silenziosa…

Non sono un’estremista sono un ricercatore di esterni..perché? Extemare dal solito latino…Esteriore

Ciò che svolgiamo esteriormente è quella precisa idea che smuoviamo da dentro…il passaggio non è chiaro…io sono in quello cje manifesto la parte periferica di me…la concentrazione di me stesso in una chiara manifestazione estetica ed esterno

Perifericamente me stesso

XI

È sempre cosi – in un giorno come tanti, in un giorno generico che non ha senso… nel momento in cui niente poteva farti immaginare il destino che ti attendeva – eccolo li, ad un milletro dal cuore in ogni leggera fibra di me. Chi mi conosce sa che difficilmente mi abbatto – che raramente il mio coraggio viene meno. Chi mi conosce sa che la vita è un emotivo vivere, per me, ed in questo emotivo vivere introduciamo ed includiamo tutto…perché chi ha coraggio e volontà vive tutto…non facendo distinzione di bello – brutto, caldo, freddo…tutto è un evento…ogni cosa è da vivere…come il migliore degli chef ( quello che non fa scarti ) i più audaci esseri umani non rinunciano a niente trasformando tutto nella definizione vita.

Ma oggi no – oggi in questo giorno – come tanti ( apparentemente ) come altri ( apparentemente ) con lo stesso ( EFFETTIVAMENTE ) – sparisce l’ultimo granello di vitalità ( di emotività, di speranza, di luce e di tutto) perché dico sempre il senso delle cose sta nelle cose che hanno senso…quelle che non stanno in niente…non sono più circostanze…sono straordinarietà..e spesso lo straordinario sfocia in un tradotto sincero, emotivo ASSURDO. Non piango mai – o raramente è vero..ma come può un vaso pieno riempirsi ancora, se piangendo non ha invaso ma ha solo riempito. Il resto è solo mio – è solo un’altro strazio da custodire dentro una memoria ormai agonizzante…stanca…maledettamente intasata di circostanze prioritarie e carcasse d’anima abbandonate a me stesso. Un tempo ormai troppo lontano il mio adorato nonno mi disse ” se le cose devono andare solo il buon Dio può far si che le stesse finiscano proprio come sono iniziate ” a distanza di anni non mi chiedo più cosa deve finire – in tutta onesta, di tutto questo, non so da dove iniziare e dunque non saprei dire da dove ciò ha avuto inizio. Per cui mi tocca ragionare per eventi tangibili – per spiegazioni che non siano ipotesi e piazzare la scienza prima del mistico.. Non esiste niente e tutto questo è solo frutto della mia fantasia.

Il dolore come la felicità- come la tristezza sono difetti della vita…la vita – secondo un criterio di applicabilità effettiva ha solo due assetti…nascita e morte…letta cosi non sarebbe niente male ( vedi gli animali ) se non esistesse la parte più ricca di un essere umano…l’essere appunto.

11 settembre 2018 diario di bordo

Nulla da dire – in merito niente da aggiungere se non la consapelvolezza dentro – in grado di anestetizzare ogni volontà di andare avanti.