Confessioni di settembre ( microintensita’didolore )

Fa male

come uno squarcio di pelle sulle venature di fibre già disfatte – come a sferrare tagli sul sangue

Fa male

Puoi non sentire più niente.

Ingarbugliato dall’aspro sapore che si propaga

Costanti stacanovisti, come luci in galleria susseguenti una all’altra tra le sfumature d’ombre e luce

Grido esausto in una parte stesa al silenzio di me, abbandonata in questo fitto non sentire, non provare, non capire

Non sento più niente – non più

Dolore!

Sei rimasto stretto a me attanagliato, fremevi di esserci ancora.

In ogni strato

Sempre tu

Come ogni volta

Oltre non puoi

oltre – ci sei solo tu

Non ti accorgi ? Sei rimasto solo

Non è mai il dolore a far male

è sempre la sensazione di doverlo riprovare

Oltre al dolore

Non esiste più niente

Esiste uno spazio dove più dolore

Non è

In me

Quando scende la notte

Tutto è immobile – eccetto me

Son li a rimpastare ogni sentimento

Tutto è fermo, tutte le cose del mondo eccetto me

Chi ferma davvero i pensieri?

Lievi soffi tra milioni di sospiri

Agitati nel non avere senso

Cala la sera dentro ogni giorno

Eccetto in me

Un fermo dentro più insidioso del tempo