Confessioni di settembre ( microintensita’didolore )

Fa male

come uno squarcio di pelle sulle venature di fibre già disfatte – come a sferrare tagli sul sangue

Fa male

Puoi non sentire più niente.

Ingarbugliato dall’aspro sapore che si propaga

Costanti stacanovisti, come luci in galleria susseguenti una all’altra tra le sfumature d’ombre e luce

Grido esausto in una parte stesa al silenzio di me, abbandonata in questo fitto non sentire, non provare, non capire

Non sento più niente – non più

Dolore!

Sei rimasto stretto a me attanagliato, fremevi di esserci ancora.

In ogni strato

Sempre tu

Come ogni volta

Oltre non puoi

oltre – ci sei solo tu

Non ti accorgi ? Sei rimasto solo

Non è mai il dolore a far male

è sempre la sensazione di doverlo riprovare

Oltre al dolore

Non esiste più niente

Esiste uno spazio dove più dolore

Non è

13 pensieri riguardo “Confessioni di settembre ( microintensita’didolore )

  1. è quando credi che possa essere l’ultima volta che ti taglia cosi netto il dolore , ancora , senza riuscire neanche più a sanguinare . il dolore quello vero , che mai tradisce ti nutre e non ti tradisce !
    ma c’è ancora una via di fuga ? me lo son sempre chiesto . un giorno dovrai rivederlo in faccia e ringraziarlo per quello che sei diventato , sarà la tua vittoria !

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  2. Carissimo Francesco, purtroppo o per fortuna il dolore o anche semplicemente la paura di provarlo appartiene alla maggior parte del genere umano; non vuole essere consolatorio intendiamoci ..ti lascio qualche mio verso e il mio abbraccio

    S’inarca la schiena
    gocciola
    paura e sudore
    in un’unica intesa.
    Uragani inabissano
    il senso e il
    vuoto
    si fa padrone.
    Dov’eri quando
    si faceva largo
    il tuono?
    Nel mentre il coltello
    squarciava impudente?
    Oggi ognuno affastella apostoli
    comizi improvvisati
    serrande alzate
    mandano bagliori ai fossi
    bussano e non apro.
    Han messo la corda nuova
    al capestro.
    L’ora arretra
    trepidanti i viandanti
    corrono:
    l’esecuzione è vicina.

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    1. Parole meravigliose Marzia…poesia di una bellezza davvero inebriante. E come se accompagnassi il dolore in guerra di emozioni che hanno l’atteggiamento cattivo di chi vorrà sfidare e batterlo. Una poesia degna della tua saggezza e della grande padronanza con la lingua madre…che oggi come il dolore è destinata ad inchinarsi nei confronti di tanta grandezza…bravissima e grazie. Le tue parole per me sono come avere la convinzione di saper nuotare gallengiando in mare che spaventa ma non può turbare oltre..

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      1. Carissimo Francesco non ho la pretesa di credermi un poeta ma volevo solo testimoniarsi che il dolore purtroppo è patrimonio di tanti, me compresa..
        ..se ti son servite hanno raggiunto lo scopo che vi prefiggevo

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