L’amore è quella strana sensazione

L’amore è quella strana sensazione che non so dire, ma di cui ho bisogno

È un mutante

Piange

Ride

È vispo, imbronciato.

Tutto. E’ ogni cosa che possa essere l’opposto.

L’amore

È il sorriso di una donna che vedi ma non rincontrerai

I sospiri univoci dei loro canti, in letti di fuoco di delirio

L’amore è feroce

Atroce se vuole ,tra le stravaganti sue diversità a doppie facce

L’amore è inspiegabile

Non ha un definizione che la cattura

Si regge su chimica o solo destino mischiato a circostanze alternanti

Identico nell’effetto

Differente in ogni suo aspetto

È una donna che conta le lacrime che ripercorrono i suoi zigomi

Una nonna che narra ai pargoli

Un grande vuoto al suo tramonto

Ogni cosa che brama nel suo farsi ammirare

L’amore è la mia vendetta alla vita

E con lui che combatto vincente la stessa

L’amore è quella cosa che non so dire

Ma di cui provo sempre a clonarne un senso

Ma i sensi sono effetti tangibili

L’amore è ogni suo contenuto.

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I tuoi occhi

Non ho mai dimenticato i tuoi occhi

Quelli che mi hanno attratto a se

Diventando i tuoi battiti in me

Gli stessi che ho visto straripare di lacrime

Mentre impotente vedevo il mondo crollare sui nostri orizzonti

I tuoi – occhi, come dimenticarli

Quando il dolore si faceva madre

Non ho mai perso i tuoi occhi

Come se gli stessi siano me

Una parte di te in ogni parte di me

Amnesico

Desideri inespressi nel deserto, come voglie strozzate dal tempo, nel tempo

Segni nelle attese, mai domate

Sembra sempre che il tutto vaghi sperduto

in senso inverso o solo in un verso

Il sapore dei tuoi baci, un miraggio che sopraffae la ragione

Sono una parola smarrita tra le scartoffie

di paroliere, che tenta, di imparare a scrivere non sapendo tenere la penna in mano

Sogni rimasti in folle

O, solo folle sognanti nella confusione

Amnesico di te, io.

Incontro # i miei occhi #

I miei occhi sono stati i primi ad incontrati

Erano li che vagavano tra la gente, spenti, inanimati – in attesa di quella strana idea che tra le anime avrei dovuto incontrare te, proprio te. Si dice che l’anima degli amanti vaghi ricercando la sua appartenenza.

Hanno posato su di te, la direzione della mia attenzione, puntandoti come un’ape attacca la sua paura.

I miei occhi – proprio quelli che oggi spesso osservi e il più delle volte non hai bisogno di chiedere, perché gli stessi dicono di me, più di quanto io sia capace di dire a me stesso, ma solo tu li sai leggere – comprendendo in uno sguardo cos’ho dentro il cuore.

Non ho avuto nessun momento di amnesia, era chiaro ciò che pensavo di te, sin dal primo giorno. Sono stati gli anni successivi, semmai, molto più complessi – Solo tempo dopo, ho compreso che l’amore ( quello vero ) non ha confini, non lo sapevo – come non conoscevo la sensazione dell’ adattarti all’ importanza di un’altra persona nelle tue giornate per sempre e tutto ciò che ne compete – questo tetris , le sue rivoluzioni dentro di te.

Eppure, sempre i miei occhi – ti inseguono ancora, come se gli stessi fossero autonomi indipendenti da me, come se non facessero parte della mia statura,ma di te; significa che avevano ragione di essere stati i primi ad amarti. Li ho puntanti sui contorni interminabili del tuo essere, e girovagando il tuo esistere – stacanovisti mai domi, mai sazi, mai stanchi della loro origine – vagano te vivendoti.

L’origine del mio amore – porta alle radici del loro sguardo – a cui serrati, hanno adattato fisionomie, inquadrature e tonalità eterne che riportano a te.

Mi capita di vederti anche se non ci sei – sono sincero il più delle volte ti vedo soprattutto quando non sono con te, credo sia questo il senso della coppia esistere in ogni luogo che ti circonda. Ti sei rubata i miei occhi, o i miei occhi ti hanno rapita ed intrappolata a me.

Tu sei stata il segno evidente che qualcosa si muoveva – che non era tutto fermo.

L’immobilismo, pensavo. L’immobilismo è la peggiore delle sensazioni che un essere umano può provare. Stare fermi mentre tutto si muove, equivale a smettere di provare- non essere in grado di avanzare nello spazio . Quando i miei occhi si sono impossessati di te, il mondo era immobile, come i miei sentimenti che bloccati non scaldavano, mentre in quel fermo tutto svaniva snaturato – svuotato di ogni possibile scenario . Credevo mi fossi paralizzato, in una strada senza fine – perché una strada la trovi sempre nella vita se punti un cammino. Credevo che l’amore non esistesse, che si trattasse di un’illusione, di chi deve sperare vagando alla ricerca della sua anima. Poi sei arrivata tu, nel giorno più insolito dei tempi- in un giorno come altri ma che ti cambiava l’esistenza e dunque non poteva non essere speciale. Il senso della vita in un giorno come gli altri – questo lo ha reso insolito.

Si accese il mio cuore

La vidi nella distanza tra la gente

Capii che li sarebbe sorta la mia casa.

Autistic children

E’ stato come fermare il tempo – gelarlo in quell’attimo in cui tutto è iniziato

La semplicità del credere nel futuro spazzata via come una piuma in una bufera

Morirò ogni giorno, in ogni volta che aperti gli occhi avvertirò che è già mattino , per risorgere ogni qualvolta che osservero’ i tuoi occhi – figlia mia, che sei il senso delle cose.

Accompagnandoti nella vita, con la convizione che tu mi hai insegnato un amore che non credevo potesse esistere.

Riparto da te

Agitai i sentimenti credendo stupidamente che l’amore avesse regole

Proprio come il sole alterna calore e fa spazio a giornate ugiose

Li ho scecherati confondendoli

Dovrò ripartire se voglio riordinare

Riparto da te amore mio.

Che nel subbiglio dei miei giorni sei la confusione delle mie emozioni

Riparto da te e il resto lo cestino

Ho appreso nel caos di quanto ciò che resta

Può non contare

I tuoi silenzi

Ti osservo  in ogni tuo silenzio
Scavi in me crateri in cui sprofondo
E la paura prevale e tremo dentro me.

Ogni tuo silenzio mi chiude un quanto tu sei ogni mio battito
E tremo dentro di me
camuffati nella tua grinta mentre io stordisco in un angolo

I miei pensieri incessanti
Mentre mi sorridi e il mondo riaffiora

Mentre mi ignori e la mia vita spegne ogni forma di vitalità

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E tu

E tu silenzio, è da rumore fa rumore
trema la mia anima e piango
E tu che non mi osservi  è fa male , male
Trema la mia anima
E tu indifferente e non capacito la mia ragione
Trema la mia anima
E tu dolce fragorosa anima mia
Che tu sia silenzio o che tu sia indifferenza
La mia sorda , indisciplinata anima è tua.

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