Fingere

Fingo che tutto sia

Che ogni momento dia

Insegni

Crei

Siamo fermi in uno spazio di confine

Danzando con la vita

Provando a smuove la nostra esistenza.

Sogno

Eccolo il mio sogno rincorrermi

Vagare maturo

Nell’ immensità di un tempo antico

Come ogni anno, passando

Ha lasciato un’altro solco nel mio cuore

Eccolo il mio segno

Che ricorda il sogno

Averlo tra i miei occhi e assaporarlo

Rivederlo

Guardarlo ancora

E fingere che non sia solo quel tempo

Ad avermi legato

Lasciandomi solo un sogno e tanti segni

Accompagnami anche stanotte

Per tutto il resto

Non conto più

( Non è sognando che non lascerai segni indelebili, in te. )

Anni

Il fiume scorre

Su lastre d’acqua che discendono

Indomabili

Come i miei umori, scorevoli

Impanati in letti Su argini di vita

Impressi nell’ anima mia

Non lascerò soffocare

Non lascerò annichilire le emozioni

Mentre scorrendo mi accorgo

Che gli anni

Loro si! Sono il vero verso cui scorro

Inesorabili -Echi dentro me-

A ribadire che, la vita è proprio adesso

Confessioni di una notte ( contorterie )

confusione

 

 

 

Sapete cosa accade quando tutto si riduce al silenzio?

Cosa succede quando ogni cosa che dovevi fare è finita?

Riemergo. Inizia un’ altro momento, un’ altro giorno, un’altra era – anche l’universo credo sia diverso da quello che vivo.

Cristallino, limpido – trasparente, nessun velo – nessuna via di fuga – solo insana realtà. Sarà il richiamo letterario – le sillabe impazziscono schizzando da ogni orbita, le parole si creano su audaci impalcature, su cui vengo allestite in colonna – mentre in file per due, ordinate e allineate come militaretti, attendono il loro destino.

Eppure, sarebbe meglio dormire, mi piacerebbe farlo almeno per tre ore consecutive senza dover quasi impegnarmi a farlo. Ma la notte è cosi – è come un’amante che neghi a te stesso, ma sai che vorrai andare a finire nel suo inquieto letto, con la maledetta certezza che farai peccato ancora, perché hai voglia di lei. Ma non importa ripeterò mentre cerco di raggirare la mia coscienza << la notte è la notte, non importa che vita hai costruito, lei è sempre stata questo per te>>.  Cosi in questo silenzio ( non dimentichiamo il silenzio ) citato all’inizio di questa confessione – avanza – nella notte che ti accompagna ed esalta le tua perseverante tendenza. Perseverare per chi scrive e adora la notte è dipendenza. Di giorno leggo, lavoro, vivo una vita – mentre mi abbaglio di sole e miraggi. Di notte, le emozioni gonfiano, le certezza si trasformano in grandi dubbi, le paure ti rendono cauto, attento, sfidante. Ti svesti di tutte quelle azioni ponderate che tenti di svolgere nel rispetto di tutti, delle regole, delle leggi nonché delle assurdità ( non dimentichiamo l’assurdo ) altrimenti – tutto diventa quasi una favola. Ed eccolo – questo drone notturno che può spiccare il volo. Non indosso più niente se non il mio pigiama – amorevolmente acquistato da una moglie meravigliosa che ti vuole maledettamente adattato all’era, anche quando dovresti essere simile ad un preistorico ricercatore di relax – in un piacevole ( spiaggiato da primato mondiale ) – ed ecco – vestito in un fresco e frusciante abitino di lino notturno, che cerchi le parole . Osservo questo trattino verticale che come un mago imprime un calibro dopo l’altro ad ogni mio piccolo istinto da scrivano di periferia. Amo il concetto di periferico – mi è sempre piaciuto – il periferico contorna, e ciò che ti fa da contorno, per lo più trattiene, o accerchia – è sempre dal centro di ogni concetto che è contenuta la distanza. Dal centro si contano i passi che ti portano alla parte più distante da dove inizierai a contare. Adoro questo passaggio filosofico – per la prima volta, lo imprimo su carta – o schermo – ma è sempre stato li nelle PERIFERIE DELLA MIA ANIMA. Nel caso specifico la periferia intesa in uno spazio anima è la superficie che la riveste, il primo strato – la prima cosa che vedrò di un elemento è il contorno se lo stesso avrà forma tridimensionale è il primo elemento – successivamente mi protenderò nello specifico ad osservare il resto. Dunque l’elemento periferico sarà, la prima parte di qualcosa che osservo in modo dettagliato ma settorialmente – per cui il centro di ogni cosa che osserverò è l’ultimo elemento che setaccerò. In tanto l’orologio scorre, il cursore lampeggiante verticale produrrà parole e io elaborerò i concetti.  La notte proseguirà e tutto – dico tutto – sarà com’è sempre stato.

 

Intrappolato nel silenzio di una notte ammaliante

mi perderò tra le sillabe di periferia,

d’una anima in subbuglio – che non vuole tacere

Il sonno avanzerà lentamente

arrampicandosi a  venature di attimi d’ingegno

e tutto resterà com’era -com’è sempre stato.

Una frase creata da un segmento verticale che rubandomi parole

dirà di questa notte, cosa voglio che essa sia.

 

alla notte.

Temporaneo

untitled.png

Sentii la notte dileguarsi

La mia anima posarsi nel sonno e dormire sui sogni

Sentii l’energia progredire e la quiete adattarsi alle scene

Sentii me stesso nell’ adeguatezza del tempo

Scorrevo come lui volteggiando nel vuoto di un momento che temporaneo sussurrava

Estraneo

 

Oceano

Hai mai oltrepassato le onde..oltre ogni  spalla curva che calvalca..tra i fondi
Quando sormonta  e resta l’oceano tra le acque.
Un oceano tra noi – come noi fossimo il primo e l ‘ultimo gettito di un uragano che spazzera via il mondo. Il nostro mondo fatto di spazi enormi.
Per quanto magica, per quanto assidua – l’ aria pesta gonfia tra le onde invade
Odor di sale, senso di abbandono e vuoto perduto, in un oceano, noi . Il vuoto e ancora senso di abbandono, non limiteranno le vastità.

Malinconia

C’era nebbia quella sera , il buio faceva impazzire la notte che si deframmentava tra gli scuri. Tutto era disordinato, ogni cosa spariva, dietro le siepi di un ricordo che si nascondeva dentro di me. Correvo, contro un vento che soffiava sul mio viso.

C’era nebbia e sentivo avanzare quello strano senso di malinconia, mentre provavo a fuggire da me stesso.

Ho dimenticato il mio sogno, balordo che sono, autonomo, travestendomi continua abissato a girovagare le mie ore, solo per ricordarmi che tutto ha senso – anche la malinconia se ad essa attribuiamo un significato.

Esternazione

Un tempio nella negligenza del divenire, se ciò sono io

Il mio esistere è dire

Cosa ho provato, fino a cosa proverò

Mai negherò a me stesso la possibilità di esternare fino a che avrò fiato

Mai venderò il mio fardello di silenzio per non dire

Perdere

Sento i battiti svagare in ogni millesimo del tempo che vivo
Come un cappio sospeso nella mia vita pronto a strozzare ogni impeto ed ogni emozione
Resto fermo mentre tutto si muove e se fingo di non respirare – mi muovo anch’io nonostante sia fermo
Tutto che pare immobile, ma  in realtà si muove ogni cosa in torno a noi
Questo mondo in movimento macina anime ed emozioni che si sono già accasciate aia bordi della vita

image

Sinuoso

Adoro il silenzio
La sua insidiosa sensorialita
Esso t’accoglie  ti converge come tu fossi aria
Ti asseconda mentre sinuoso s’insunua cercando casa
Nelle boscaglie delle perplessità
Adoro il silenzio,il suo rumore, i suoi echi – schiaccia sassi
nelle miniere delle mie paure
Adoro il silenzio perché fuoriesco dal frastuono per trovar pace nel suo respiro dormente

image

Oceano

Hai mai oltrepassato le onde..oltre ogni  spalla curva che calvalca..tra i fondi
Quando sormonta  e resta l’oceano tra le acque.
Un oceano tra noi – come noi fossimo il primo e l ‘ultimo gettito di un uragano che spazzera via il mondo
Il nostro mondo.
Per quanto magica per quanto assidua – l’ aria pesta gonfia tra le onde
E odor di sale e senso di abbandono e vuoto perduto in un oceano noi ..e  vuoto e ancora senso di abbandono

image

Solitudine

Odio il silenzio lui spulcia e setaccia ogni mio umore
Graffia il mio cuore che regge ogni timore
Accoglie le paure come fossero promesse e sussurra alla notte la giusta penitenza
Odio il rumore del silenzio che fa baccano in me indicandomi la giusta via da seguire per essere ancora vivo.

image