Credere

È nell’attesa che risarcisco la mia mente

Di intramontabili illusioni

Carezze istantanee che impongo a me

Sono un funambolo

Su di un filo appeso nell ‘invisibile

Sempre in bilico

Tra ombre e luce

Una corda stretta all’anima

Di un fantoccio impiccato nel disordine

D’un mondo ordinato, da ordini e dettati

Come una canzone che finendo

Ti fa piangere e non sai perché

Parole

In sequenza

Affilate

In fila, spesse come corteccia

Ruvida e come briciole

Come me

Vivo e risorto

Morto e apparentemente vissuto

Ri-nato

Più volte nelle stele del destino

O solo abusivo di uno spazio fanatico

In un secolo timido

Oppure è tutto distorto

E io sono la bugia

Che mi serve per essere ancora uno tra i tanti

Che crede

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Insonnia & ( correnti )

Insonne

In una casa ordinata

Una sigaretta accesa dimenticata ad annerire

Un pensiero che zoomma o a zumare

traversate di ricordi che schiarisci

Ad un semplice sguardo lontano

Perfino da te

Tanto è passato dall’ ultima volta che sognavi

In uno spazioso silenzio

Che ha aperto il sipario

In uno spettacolo senza paganti

Ma solo ..paghi la tua contemplazione

Mentre ti accorgi

Che tenti solo di riuscire a dormire

CONSIDERAZIONE

Mi capita spesso di comprendere che le mie giornate non finisco proprio quando dovrebbero. 48 ore – certi giorni sembrano sdoppoarsi in due differenti nello stesso risveglio, purtroppo l’addormentamento è uno solo. LATITANTI ore dormienti.

Sognare non è la soluzione una citazione a tema…ma se non esistesse questo sogno si potrebbe anche evitare di provarlo.

Per cui la confidenza notturna resta una sola.

Anche se non dormi o spesso non ti sei neppure svegliato – lascia che la corrente ricerchi nella corrente stessa il flusso

Non importa chi avanza conta che in questo scorrere e di questo scorrere tu sia apparenza. Mischiato ad una discesa di altre discese ..sarai lo stesso flusso che discende a valle e altro non sarai che quella corrente.

Labirinto

Accovacciato in un destino

Su sterminati acri di pensieri

Lasciato un cuore che batteva

Una musa che ispirava

Una fantasia immacolata

Nella folla avida del secolo

Cieco in un labirinto di inizi senza fine

Senza senso

Invaso da milioni di lettere e paure

Avanti

Ma non è futuro

È una resa

72

Nonostante tutta l’attenzione NO n basta

Evidentemente esiste qualcosa di innato nel genere. Posso dire che essere uomo è davvero triste se li devo considerare tali

So che genralizzare è sbagliato quando ha sbagliare è 1 umano certo non è colpa dell’ umanità.

Ma ciò che contiamo non è 1. Sono ancora troppi..Ancora troppi eventi che ci ricordano cos’è la violenza.

In Italia dall’ inizio del 2018 muore per femminicidio una donna ogni 72 ore

Quindi il genere è tristemente insano.

Web

Oggi vagavo nel web…avete presente quei viaggi virtuali dove partendo da una notizia hai letto il web? Noia ? Sarà. Ogni notizia può contenere un significato..ma vagando privo di qualsiasi interesse accade che, è la notizia a cercare me. Scambiando i ruoli da ricercatore a cercato mi trasformo nella vittima. Ho già parlato della mia ferma convizione che non esiste al mondo ..evento che accade che non può essere battuto a suon di colpi di cuore e love for ever vero?

Ecco la conferma…immagine nitida in hd di una terra devastata…macerie…distruzione di tutto…inquadratura completa totale di uno scenario apocalittico e in visione l’immagine di una coppia ( indiani d’India direbbe mio nonno ) che possibilmente vengono inquadrati per sbaglio…perché l’operatore voleva riprendere…sicuramente in modo completo il gran caos alle loro spalle. I due non sorridevano…assolutamente erano visibilmente turbati..ma uno di fianco all’ altro si tenevano per mano…osservando la telecamera e ogni tanto si lanciavano occhiate. Sapete cosa ho pensato Mentre li osservavo? Loro non hanno più niente ma uno ha l’altro e qualsiasi cosa accadrà loro avranno sempre la più grande ricchezza.

Quest’ immagine chiude un giro mentale nato durante la vancanza on line per il web odierna. Che crea questa confessione da blogger alle prime armi.

Il concetto ve lo snocciolo in diretta perché quest’ immagine chiude i miei pensieri che stavo effettuando prima. Non si tratta di fatalità. È un chiaro messaggio dal web.

Quando i nostri antenati vivevano nella miseria….quando non esisteva il concetto di evoluto..quando non vivevamo l’era del budget…e dei business…non stavamo poi cosi peggio.

Quando il ns capo area inizia a parlare di business altro non fa che chiederci di rubare qualcosa a qualcuno…la sua libertà…la sua dignità…la sua esistenza stessa…queste mega generazioni di evoluti…altro non chiedono di impoverire qualcuno per il proprio interesse e a discapito di altri…noi in micro parte siamo colpevoli. Da qui la mia discesa generazionale…ma quando i ns antenati erano poveri..poverissimi…ricordate che esisteva gente che viveva per strada? Ricordate di governance che riuscivano a dormire sogni sereni sapendo che 1 solo italiano non aveva un tetto sotto cui dormire o peggio uno zero futuro su cui riporre almeno la speranza?

Leggo evoluzione e rifletto ripetendo regressione

Leggo umanità e il mio eco risponde indifferenza

Leggo leggo leggo e vedo dolore, ingiustizie razzismo.

Sarà che davvero quei due Indiani ( d’India ) non avevano niente ma avevano l’unica e sola cura per tutto questo?

Vorrei

Vorrei che queste parole, dicano

Ai tempi, a me stesso

Che appassisco come un fiore all’ ombra

Di una casa vuota

Di un sogno svegliato

Di una lacrima poggiata sull’ anima unta

Vorrei che la tua voce fosse suono

E mai un lamento

Vorrei essere più forte di te, di tutti

Sorreggerti e non sentir affanno

Avere occhi e colorare il grigio

Fiato e correre più del tempo

Superare e sapere

Sapere e cambiare, variare, vedere

Vorrei essere luce li dove non riesco a guardare

E secoli di futuro e perdermi

Milioni di altre volte ancora

Nei tuoi verdi occhi

E non aver domani e non saper d’ oggi

Solo te

Mio dolce LU cente amore

Che sei tutto ciò per cui vivo.

Autism

Non posso credere

Che i miei sogni finisco qui, cosi come li vivo

Nell’ impossibilità

Nel non sognare – domani.

Nell’ incognita

In questa intermittente evidenza che

Ragiona

Alterna

Essere e non esserci

Sogni e sogni infranti

Nell’ abisso di un esistere minato

Ogni passo sarà l’ultimo o altri ancora?

Metamorfosi dell’ essere

Adattato al giorno, mai al futuro

Il nostro futuro è già qui

Ogni tanto mi piace ricordare, ricordandolo. Non è – che non esiste futuro, o non esistono sogni.Ci sono, quelli non mancano mai, altrimenti non saremmo in movimento ogni giorno. Futuro e sognare sono alterati – sono una sottospecie di derivato della loro essenza. Sono sfumati, sono dissolti, sono opachi mai lucidi. Non dimenticare mai – mi sono imposto – ricordare sempre a tutti l’importanza della tolleranza, della solidarietà nonché l’energia di un sorriso. Chi porta dentro il dolore di una disabilita’ non ha necessità di sogni, è tanto astuto da saperlo da se che sognare non è la condizione ideale. Ha bisogno di un sorriso, di una carezza di una forma anche ridotta di comprensione, quello è il più grande dono di chi vive con quel velo poggiato sul cuore e con un sorriso dipinto sul volto. Ricordate quel sorriso non è per voi…è di chi ama.

Disadattato

Non importa che il volume sia assordante

Che la strada non finisca o che non esista percorrenza

Che le parole possano fermarsi in uno spazio occupato

Non interessa se il tempo è grigio

O solo se tempo non è mai stato

Se sfiliamo sui precipizi – spesso sperando di restare in solo in equilibrio e la maggior parte delle volte ci caschiamo

Non conta saper dove andare

Non essere mai partiti

Prevedere il futuro

Sentire odori nuovi

Sperare di odorare ancora le fragranze di una vita di effluvi

Scavalcare il dolore

Nascondere Ogni paura

Importa a qualcuno di qualcuno?

Importa a qualcuno di qualcosa?

E lasciamo che il progresso diventi regresso

Che il silenzio possa non insegnare

Tanto non ha un cazzo da dire altrimenti urlava

Lasciamo che restino chiuse le porte

Che le file si sfoltiscano

Tanto le origini delle code non dovrebbero aver senso se non in chi le fa

Che tutto perda colore

Tanto le tinte sono solo dettagli

Che vuoi che possano contare

Non esiste niente oltre – restiamo fermi allora

Non senti niente?

Possiamo anche non svegliarci

Eppure

Eppure ci credo spesso più di quando vorrei

Dovrei

Posso permettermi di fare

Credere è come finire dritto dove non volevi andare – ci vai lo stesso tanto non avresti alternative.

Ma posso anche fingere di non sapere

Dirlo anche quando non lo provo

Provarlo e non saperlo dire

Sognarlo e non avere facoltà di farlo

Poterlo fare e non saper sognare

Ho imparato a distinguere nel disordine che dimora in me

Ho capito che il disordine è l’umanità ed io posso solo

Riordinare ogni tanto

Sistemare tutto – sapendo –

Che l’apparenza è solo un modo per naccontare una subdola verità

Disadattato

Lontananza

Se ascolti le onde senti il mio richiamo

Anche solo per attimi chiarificando la necessità che ho di te

Solo quando esiste un mare

di

Fitti pensieri

Di miraggi a vuoto che s’inceppano sul tuo volto

Ogni volta che penserò a te

E non ti avrò

Sperduto nell’ immensità

Di sere in cui dormire è

non smettere di provare a farlo veramente

È solo quando non ti vedo

Che il mare

Compagno

infedele mi circonda, mi ricorda

Se ascolti le onde

Senti il mio richiamo

Senti il mio ti amo

Che ripeto ad un’abisso

E ritorna con le tonalità dei tuoi sussurri

( mi manchi ) 💓

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Il buio è come una benda che beffa il mio sguardo
All’ orizzonte come un’altra illuione che devi stendere allo stesso sole dove hai steso le pene
Alla festa mai terminata
Dove non sei mai andato
Non è mai finita
Fondamentalmente una cosa che non inizia potrebbe non terminare mai
Alla voglia di credere nonostante non sia la fede il mio modo di credere in qualcosa.
Ma in cosa credo – ancora non sono riuscito a comprendelo.
Nel giorno che vivo?
Nella casa in cui so di abitare?
Nel posto più lontano in cui mi trovo adesso?

Può essere che attribuisco effettivamente il male al male e il bene al male o il male al bene e il bene al bene o sia convinto che il bene sia la coda del male e il bene la mia testa che lo guida. Non so vedere oltre il male – e quindi il bene ( delle cose…inteso per cose ) non sappiamo apprezzarlo anche quando lo abbiamo lo riteniamo scontato. Come se spettasse di diritto. Non è scontata la felicità. Non è garantita per 100.000 km o per 4 anni. Il bene inteso come sensazione di beatitudine di serenità non è certo.
Non è scontato il tutto – il tutto non può essere come lo vogliamo perché tutto non è solo ns

La variante nel tutto è nella comunità
Spazi comuni – vita altrui ( anche )
Tutto

Al mare di cui sono indigesto
Sarà che il nord/est/ovest/sud
È tanto per tutti anche per me

Al grande tondo a cui attribuiamo lo sferico destino..ma chi mi dice com’è fatta davvero una cosa se non l’ho mai vista.
L’informazione è un virus..avete mai provato a dire acqua e trasferire il concetto ad una persona invitandolo a fare a sua volta un passaparola. Alla fine della giornata quell’ acqua che avete commissionato sarà un oceano in cui annegheremo.

Mi piace pensare ancora che ogni cosa che svogliamo nella ns vita è una grazia a cui dovremmo essere più legati e più rispettosi. Spesso ciò che abbiamo non ci basta ma se imparassimo ad apprezzarlo come un dono e non un diritto certamentr quel briciolo di serenità sarebbe più presente. Credo, spero.
Temo che l’era induca attraverso il progresso a farci sentire insoddisfatti ma se ci fermiamo per un attimo e ci pensiamo bene. Ma quanto è bello ciò che abbiamo.Basterebbe solo apprezzarlo.
Perché ho scritto questo?
Spesso capita a me e vorrei ricordarmelo tra qualche settimana.
Ricordati di essere felice.

1-3

È questo silenzio
Questo momento
Non è solo questo
Non è quello che penso
Che ho dentro
È questo, adesso come ieri
Come sempre
Niente di differente da ciò che sono sempre stato
È me
Io
Niente di più
Come sognare consapevoli di farlo
Farlo è basta
Nessun perché
Solo un dentro
Dentro ogni cosa che devo provare
Provo
Vivo
Scrivo